I Prodotti
I Formaggi

L’arte di saper fare il formaggio si è radicata in Trentino da centinaia di anni. Una passione antica il cui segreto è racchiuso principalmente nella qualità del latte e nella tecnica di trasformazione tradizionale che, conservando tutte le fragranze e i sapori dell’erba fresca di montagna, regala prodotti d’alpeggio genuini e autentici. Sono circa ottomila le vacche da latte che trascorrono l’estate sui prati in quota, pascoli verdissimi che occupano più del 50% del territorio. Una parte del latte prodotto ancora oggi viene lavorato direttamente nelle circa ottanta malghe autorizzate, l’altra arriva invece nei caseifici, dove modernità e tradizione convivono per mantenere inalterati i gusti di un tempo.

La salubrità dei nostri prodotti d’alpeggio e caseari, oltre ad essere custodita dall’aria pulita delle Alpi e dall’alimentazione naturale del bestiame, è tutelata da un severo disciplinare voluto dall’associazione dei produttori trentini. Un regolamento che segue la nascita dei formaggi in tutte le diverse fasi, dall’alimentazione delle vacche, ai controlli sul latte appena munto, alla stagionatura e alla marchiatura delle forme.

Tra tutti i formaggi prodotti nelle varie zone del nostro territorio, vi presentiamo il Trentingrana, la Spressa delle Giudicarie D.O.P, il Casolèt, il Puzzone di Moena, il Vezzena, la Tosèla del Primiero e il Caprino.

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Il Trentingrana

Nutriente, delicato e fragrante, il Trentingrana può impreziosire ogni piatto, può essere gustato da solo, in compagnia del miele o abbinato a un frizzante Trento D.O.C. Prodotto dal 1926 solo con latte selezionato, caglio e sale senza l’aggiunta di conservanti, si ottiene dopo oltre 20 mesi di maturazione. Ne vengono prodotte solo centomila forme all’anno.

La Spressa delle Giudicarie

La Spressa è un formaggio da pasto che vanta la denominazione di origine protetta (D.O.P). È il più conosciuto delle Giudicarie e si caratterizza per la varietà dei sapori, da dolci a intensi e piccanti, in base ai mesi di stagionatura. Alla pratica di pressare le forme o ai numerosi processi di scrematura che ne caratterizzano il processo di produzione deve probabilmente l’origine del suo nome.

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Il Casolèt

Un tempo in Val di Sole il Casolèt si produceva con il latte intero solamente in autunno, come scorta alimentare per l’inverno. Da formaggio di casa per eccellenza è diventato oggi una piccola grande rarità. Se prodotto con latte crudo è riconosciuto come presidio Slow Food. Si consuma fresco dopo circa trenta giorni di stagionatura ed è ideale per preparare le torte salate.

Il Puzzone di Moena

Il segreto del Puzzone, così chiamato per l’intenso aroma, sono la qualità del latte e la pratica della spugnatura giornaliera delle forme durante la stagionatura: un’usanza dall’origine sconosciuta approdata nelle valli di Fiemme e Fassa in tempi remoti. Conosciuto dai ladini come "Spretz Tzaorì" è presidio Slow Food ottenuto da latte crudo e se prodotto in estate porta una "M" di malga come marchio.

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Il Vezzena

La tradizione vuole che il Vezzena venga prodotto sull’omonimo altipiano nel caseificio degli Altipiani e del Vezzena. Da tavola e da grattugia, saporito e leggermente piccante, è un formaggio che può arrivare a una stagionatura di due anni, mentre gli aromi che sprigiona sono diversi a seconda del periodo del pascolo. Realizzato con latte crudo e già apprezzato agli inizi del 1900 da Francesco Giuseppe Imperatore austro – ungarico, è divenuto un presidio Slow Food.

Tosèla del Primiero

Ottimo se abbrustolito sulla piastra o se passato in padella, questo formaggio presenta una pasta compatta, molle, di colore bianco o paglierino chiaro. Prodotto originariamente nel Primiero e oggi in tutto il Trentino, deriva direttamente dalla messa in forma della cagliata fresca. L’operazione della tosatura, necessaria per rifilare la pasta che eccede dai bordi dello stampo (detto fascera) e per ottenere una sagoma regolare, ha dato il nome alla Tosèla.

Caprino

Caratterizzato da un gusto ricco e stimolante, il Caprino vanta un’antica tradizione nel nostro territorio, anche se la sua produzione oggi è presente soprattutto in Val di Fiemme (Caseificio di Cavalese) e nelle Valli Giudicarie (Caseificio di Fiavè). La sua pasta compatta, di colore bianco, con una rada occhiatura, è prodotta esclusivamente con il latte di capra. Il peso delle forme è di circa tre chilogrammi.

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