I piccoli frutti del Trentino
È cosa risaputa che la frutta fresca faccia bene al nostro organismo. Essa contiene infatti importanti sostanze antiossidanti capaci di neutralizzare le tossine e di combattere i cosiddetti radicali liberi, svolgendo una funzione protettiva nei confronti del nostro corpo.
In Trentino a chi ama la frutta la scelta non manca davvero, visto che oltre alle mele si producono susine, ciliegie, kiwi e soprattutto fragole e piccoli frutti. Un mix di colori, profumi e sapori che contribuisce a mantenerci in salute senza rinunciare a soddisfare il palato.

Fragole e piccoli frutti
Piccoli nelle dimensioni, ma grandi nel gusto. Stiamo parlando di fragole, fragoline, lamponi, more, mirtilli e ribes, che da sempre crescono spontaneamente nelle nostre terre di montagna.
Prima che si affermasse la loro coltivazione organizzata, nel secondo dopoguerra, i frutti del sottobosco per secoli hanno costituito una preziosa risorsa alimentare (sono infatti ricchi di vitamina B e C) e un importante sostegno all’economia delle famiglie contadine che abitavano in altura. Soprattutto le donne in passato si sono dedicate alla loro raccolta per tentare di risollevare i bilanci famigliari.
Le fragole trentine vengono coltivate principalmente nella zona della Valle dei Mocheni, in Valsugana e sull’Altipiano di Piné dai cinquecento agli oltre milleduecento metri di quota, arrivando a maturazione quando quelle di pianura hanno già esaurito il proprio ciclo. Nelle stesse aree crescono le ricercate fragoline selvatiche, il più caratteristico dei frutti di bosco, tanto fragili e delicate, quanto forti in aroma e profumo.
Fino ai millecinquecento metri di altitudine cresce per tutta l’estate una particolare varietà di lamponi, dal colore rosso intenso e dalla forma leggermente allungata, ricchi di vitamina C e chiamati “ampòmole”. A questa stessa famiglia appartengono anche le more, dall’inconfondibile colore nero brillante e dall’elevata succosità, a cui sono riconosciute proprietà astringenti. Noti per l’azione protettiva sulla pelle e sugli occhi sono invece i mirtilli neri e rossi, che maturano oltre i mille metri di quota, soprattutto nell’alta Val dei Mocheni e sulle pendici del Lagorai.
Proprietà diuretiche e depuranti vanta il ribes, un frutto a grappolo le cui bacche vantano un aroma diverso a seconda della colorazione: rossa, nera o bianca.
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Ciliegie
La ciliegia è un frutto che può vantare una buona quantità di fibre e di vitamina C. In Italia se ne conoscono diverse specie, coltivabili fino ai mille metri di quota in zone riparate dai venti primaverili. In Trentino, in particolare sui terreni della Valsugana, quello tradizionale è il ciliegio dolce tardivo, che permette la raccolta dei frutti da giugno fino all’inizio di agosto.
Susine
Risalgono agli anni Cinquanta dello scorso secolo le prime forme di coltivazione razionale della susina, in precedenza diffusa soltanto negli orti privati. Di tradizione antica, questo frutto presenta una buccia di colore violaceo tendente al blu e una polpa soda e pastosa di colore giallo-verde. Si presta per una conservazione anche prolungata e viene utilizzato sia come prodotto fresco sia in pasticceria. Il suo sapore particolare, dolce e acidulo, è determinato dalle caratteristiche della zona d’origine, il bacino del fiume Sarca: un ambiente unico che differenzia le susine trentine dalle altre per le sostanze contenute, in particolare potassio, beta-carotene e vitamina PP.
Sant’Orsola
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